Esclusiva intervista a Paulo Thiago Campione UFC
MMA Atletica Boxe a Milano per incontrare in esclusiva Paulo Thiago in preparazione dell’appuntamento dell’UFC di Rio de Janeiro del 14 gennaio 2012 con Garcia Amadori e Cristiano Da Silva, abbiamo assistito al seminario sulle tecniche di MMA . Potevamo mancare ?!?
Paulo Thiago è un fighter del circuito UFC , considerato tra i più promettenti e già tra i primi nella classifica generale. Il campione brasiliano della Constrictor Team non è “solo” un fighter ma è tuttora un agente speciale del B.O.P.E. , l’ élite della polizia brasiliana, corpo speciale utilizzato in situazione ad altissimo rischio.
Paulo Thiago Ti svela metodi e abitudini che lo hanno portato al successo, eccoli in esclusiva.
Articolo uscito per Men’s Health ma in versione integrale per i lettori di ItalianMMA .
1) Come sei arrivato ad essere un fighter del prestigioso circuito UFC (Ultimate Fighting Championship) ?
Ho sempre praticato arti marziali sin da bambino: all’età di 5 anni ho praticato Judo, poi Taekwondo, Capoeira, a 14 anni ho iniziato il Brazilian Ju Jitsu, a 16 il pugilato.
Nel 2005 ho debuttato nelle MMA nella mia città natale Brasilia. Ho vinto tutti gli incontri in Brasile e dopo altre 4 vittorie nel circuito Jungle Fight, sono stato proiettato nell’UFC.
2) Un incontro di MMA richiede prestanza fisica,lucidità mentale e soprattutto controllo delle emozioni, come fai?
Ho sempre lavorato sin da piccolo sulla parte emotiva, partecipando a gare. E’ importante fare esperienza, per conoscersi sempre meglio. Inoltre quando sono entrato nel BOPE, ho frequentato un corso intensivo, dove gli allievi sono testati a fondo nelle loro paure e nell’affrontare il panico. Oggi mi sento più tranquillo e sicuro. Certamente sarei un combattente diverso oggi se non avessi avuto le esperienze vissute nel BOPE.
3) Sei un top fighter , tra le tue qualità vi è la lucidità mentale nel “capire” situazioni al limite, come sviluppi questa componente?
In un match, la parte psicologica è la più importante, perché i due contendenti sono sempre molto ben allenati, conta chi è in grado di mettere in pratica la tecnica appresa. La parte più importante della lotta è questa: visualizzare il momento e mettere in atto tutto quello che hai appreso in palestra. Ripetere i gesti all’infinito per renderli automatici, devono diventare innati, come l’istinto.
4) I lettori sanno quanto è faticoso allenare il fisico , come superi le inevitabili “trappole” del workout ?
Cerco sempre di pensare alla meta finale. Quando sono in allenamento, sfinito e stanco e mi vien voglia di fermarmi penso sempre al mio avversario, che si sta allenando più di me, e non riesco a smettere… Un giorno di allenamento che perdo è un giorno che il mio avversario guadagna. Penso al mio contendente durante il training, così riesco a trovare la motivazione e l’energia in più per finire l’allenamento.
5) Durante un match cosa non vorresti mai ti venisse a mancare?
Sono arrivato alla conclusione assieme ai miei allenatori: la preparazione fisica. Quando
si è stanchi, puoi avere tutta la tecnica del mondo che non riesci a metterla in pratica, perdi lucidità. Un combattente allenato può battere un avversario più tecnico ma meno preparato fisicamente. Quando si avvicina un match lavoriamo spesso con circuiti cardio perché sono gli esercizi che più si avvicinano ai combattimenti.
6) Quali sono gli esercizi del tuo training che possono migliorare la condizione fisica di chi pratica le arti marziali?
Consiglio i pesi, manubri e bilancieri. Uso la palla medica per i piegamenti sulle braccia in modo asimmetrico. Trovo efficace anche la fit ball. Di solito faccio dei circuiti, cioè svolgo una sequenza di esercizi uno dopo l’altro senza fermarmi finche non concludo il percorso. Poi mi riposo per un minuto e poi riprendo. E’ molto efficace perché aumenta il cardio ma anche la forza e resistenza.
7) Ci puoi indicare qualche allenamento da poter fare all’aperto?
Amo la corsa. Mi piace, penso sia esercizio completo per ogni tipo di sport, un lavoro completo cardio muscolare. Rilassa e migliora il fisico. Quando posso corro anche sulla sabbia per aumentare la fatica e stimolare più muscoli.
8) Vivi emozioni forti e logoranti, hai qualche passatempo, che ti rigenera ?
Nel tempo libero rimango con i miei figli, mi piacciono tante cose, anche altri sport come la mountain bike, il surf, mi piace nuotare, ma la principale gratificazione sono i miei figli, e restare a casa con la famiglia.
9) In Italia, vi sono pregiudizi sulle MMA, molti lo ritengono uno sport violento senza regole, cosa rispondi a queste parole?
Chi parla non conosce le MMA. Si tratta di uno sport leale, gli atleti sono preparati e sanno quello che stanno facendo. C’è un giudice pronto a interrompere definitivamente (senza conteggio n.d.r. ) quando vede un atleta in situazione di rischio. E’ uno sport da combattimento, competitivo di contatto anche violento ma molto leale ed imparziale.
10) Consiglieresti la pratica delle MMA ad un giovane, quali benefici avrebbe?
Io consiglio non solo le MMA, ma qualsiasi altra arte marziale perché educa e disciplina. Mio fratello ed io abbiamo cominciato da piccoli ed è stata una bella esperienza che ci ha aiutato. Consiglio sempre ai miei figli e a tutti .

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