Frank Merenda: “E’ stato un successo”

I giorni successivi ad un evento di un certo spessore sono sempre interessanti. I commenti si sprecano,  si va da quelli dagli appassionati che giudicano quello che hanno visto, a quelli degli insider che analizzano in maniera approfondita i match. Lodi miste a critiche,  in un certo senso è giusto così, tutto serve per dare la giusta luce a tutto il settore. Noi non ci siamo uniti al coro per il semplice motivo che non eravamo presenti (purtroppo!!!). Commentare il “sentito dire” non ha alcun senso, così come fomentare gli animi senza cognizione di causa. Molto meglio prendere appunti su quello che si legge e andare a chiedere opinioni a chi più di tutti ha il titoli per darle.  Ecco quindi l’intervista a Frank Merenda, che non si fa problemi a dirci tutto, ma proprio tutto, quello che pensa su Venator 5
Venator 5 è appena passato,  ti chiedo una valutazione generale, come è andata e se sei soddisfatto del prodotto offerto.
Direi che l’evento è stato un successo, considerando che per la prima volta nella storia delle MMA italiane si è ottenuto un tutto esaurito sin dalle prevendite. Gli incontri sono stati di buon livello tecnico con qualche eccellenza davvero interessante e si sono delineati scenari interessanti per molti atleti.
Considerando anche che è stata una card un po’ “a inseguire” nel senso che la location originale doveva essere Livorno, non posso non fare i complimenti a chi ha organizzato. Avrai notato anche che lo sforzo organizzativo è stato lungo durante la giornata e tutto si è svolto, a differenza di altre promotion meno strutturate, con precisione cronometrica.
La location ha riscosso consensi, non molto grande, ma accogliente e in posizione incantevole,  è promossa per il futuro?
Il PalaTaurus è veramente una bella location con tantissimi punti di forza, hai perfettamente ragione. Mi sento di promuoverla assolutamente.
Ci si ripresenterà il problema della dimensione perchè come credo avrai saputo, abbiamo dovuto chiamare non una ma 3 volte la SIAE durante l’evento per accordarci sulla possibilità di estendere ulteriormente i posti, visto che nonostante avessimo comunicato sui social e con ogni mezzo di non venire, la gente continuava ad affluire e nel limite delle norme di sicurezza e della totale trasparenza e legalità abbiamo fatto in modo di accontentare tutti, con le forze dell’ordine pienamente coinvolte in questo processo.
Diciamo che se Venator dovesse continuare così la location ci porterebbe ad essere magari un po’ strettini o di dover nuovamente sacrificare pubblico e lasciarlo fuori.
 La disposizione,  premetto che la stessa domanda la porrò in futuro anche agli altri promoter:  nei vari eventi stanno proliferando i tavoli  “vip”. Capisco la motivazione economica ma non credi che si stia esagerando? A parte il fatto che ormai (praticamente dappertutto) la prima fila parterre non è più realmente a bordo gabbia ma ben più indietro,  di  fatto i veri appassionati sono lontani.  Io gli eventi li guardo anche in streaming e stona quando le telecamere inquadrano gente che mangia e si fa gli affari suoi mentre gli atleti combattono. Lo ritieni un male necessario,  la cosa va calibrata meglio, o non lo vedi come un problema?
La questione dei tavoli VIP è qualcosa che nasce da Luigi (Perillo) al quale non solo piacciono, venendo dal format Golden Cage, ma aiutano anche oggettivamente a mandare in positivo il rendiconto finanziario dell’evento. Condivido con te che da vedere non siano entusiasmanti in certi frangenti e si perda il contatto con il pubblico. Direi che sicuramente è qualcosa da calibrare meglio per i prossimi eventi, come tutto d’altronde. Stiamo sperimentando e mi piace lasciare spazio alle idee e alle iniziative di ognuno. Ne parleremo sicuramente insieme per il futuro.
Veniamo al format dell’evento,  siete partiti lunghi, attorno alle 14 con la precard, uno sforzo organizzativo durato 9-10 ore.  Sarà così anche in futuro o si tornerà a una durata più canonica ?
Di base come avrai notato, si è trattato di un vero e proprio doppio gala, con gli incontri FIGMMA e la card pro che sono state distanziate da una pausa importante. Ti dirò che secondo me c’è bisogno il più possibile di eventi che facciano combattere gli atleti, anche i dilettanti.
Quindi potendo – cioè numero di atleti più o meno locali permettendo – cercheremo di dare spazio a più ragazzi possibile. Ovviamente come hai visto la card pro si è svolta nei canoni classici con tanti match ma molto ben gestiti dal punto di vista del timing.
Veniamo ai pro: come li hai visti e quale è stato il tuo personale match of the night
Il match tra Baneschi è Iovine è stato molto tecnico anche se il fatto che i due atleti si siano spremuti come limoni ha portato a qualche ovvio momento di rallentamento ma era fisiologico per la struttura e abitudini tecniche dei due ragazzi. Ma come ho già avuto modo di dire anche personalmente ai protagonisti, Davide ha un cuore che emoziona con questi suoi rientri al cardippalma nel match. Uno Zombie con un grande cuore. 

Dispiace sempre quando ci sono perplessità sull’esito e so che il management di Luca vuole chiedere in FIGMMA una revisione del verdetto. Posto che appunto come tutti sanno arbitri e giudici sono totalmente indipendenti da Venator, Luca ha comunque fatto un grande match. Vedo la vittoria di Davide legittima ma ovviamente lasceremo gli organi competenti deliberare.

Il match di Tony Fox contro Leo per me è stato un “problema”. Sono entrambi miei amici, Leo per me rappresenta Venator in quanto campione presente sin dagli albori della manifestazione e Tony fa parte della “familia” allargata di Venator che frequento quando sono in Brasile con Mestre Fabio Oliveira. Mi dispiace contemporaneamente tantissimo per Leo e sono contento invece per la vittoria di Tony perchè è un ragazzo umilissimo, di una gentilezza e un rispetto disarmante che ha uno score meno rilevante rispetto al livello tecnico realmente stellare. Se la vita lo terrà sul cammino giusto, sono certo che in un futuro non troppo lontano sentiremo parlare di lui.
Mi è piaciuto moltissimo anche l’incontro tra Gianni Melillo e Michelangelo Colangelo. Sono entrambi due fighter che apprezzo non tantissimo, di più e credo entrambi abbiano un grande futuro davanti. Se devo essere come sono sempre completamente sincero, lo stop è stato forse prematuro. Gianni era lucido e poteva recuperare. Il “ritorno” di Baneschi parla chiaro.
Non era probabilmente la sua serata e non era particolarmente nel match ma “tecnicamente” credo che aspettare qualche altro colpo sarebbe stato più corretto. Il problema a questi livelli anche per gli arbitri credo che sia la voglia di essere irreprensibili tecnicamente ma mediare con la necessità di non far prendere colpi eccessivi o inutili a un ragazzo che la mattina dopo magari per guadagnarsi da vivere deve andare a lavorare. Da “buon padre di famiglia” della manifestazione a mente fredda devo sempre pensare che a questi livelli un colpo in meno è sempre meglio che un colpo in più.
Mi dispiace per Gianni che è andato via da signore senza dire mezza parola nè contestare nulla, ma capisco che possa rimanere l’amaro in bocca per la situazione. Sono altresì certo che un fighter come lui ritornerà più forte di prima e presto saprà cogliere opportunità importanti perchè merita davvero tanto a prescindere da uno stop o da una serata no.
Danilo ha fatto un grandissimo match, mostrando una evoluzione tecnica mica da ridere. Me lo ricordo ancora con ansia quando venne messo KO da Paternò e ci fece stare tutti con il fiato sospeso. Era in un momento di vita particolare, non nella sua categoria, al di là che Paternò ha due bombe a mano al posto delle mani.
Vederlo così cresciuto mi fa pensare bene per il futuro delle MMA italiane.
Fox ha vinto e poi ha annunciato di voler salire di categoria,  il match con Belluardo è una ipotesi reale o hai altri piani?
Tony come ormai tutti hanno visto è una stella nascente che sta trovando il giusto palcoscenico con la nostra manifestazione. Fosse per me sarebbe il prossimo match da proporre e lo farò.

Il problema in questi casi, non è tanto nel caso specifico legato a Danilo ma la situazione di per sè che si ripete ogni santa volta in Italia quando qualcuno sente “possibilità” di fare il salto magari verso UFC. 

Ora il punto è che se Danilo va in UFC, ovviamente il match non si fa. Se a Danilo dicono “fai un altro match che ti vogliamo vedere meglio”, tu come suo manager e/o coach accetteresti di mandarlo davvero contro Tony Fox con il rischio plausibile di veder vanificato un traguardo che sembra a un millimetro?

Escludendo Danilo e volendo “riunificare” le due cinture, il match sarebbe de facto una rivincita tra Leonardo e Tony. Sarebbe “giusta” visto l’esito lampante di questo match? Interesserebbe a qualcuno? Farebbe bene alla loro carriera?

E se dobbiamo togliere dall’equazione sia Danilo che Leonardo, chi è un peso leggero italiano che davvero oggi è al livello di Tony Fox? Queste sono le domande alle quali gli addetti ai lavori come la stampa dovrebbero aiutare a rispondere. Perché al momento io non ho risposte molto chiare.

Il match di Botti è saltato.  Intanto ti chiedo cosa è successo esattamente.  poi se credi che ci siano delle responsabilità, qualche mancanza nell’iter organizzativo che alla fine porta due atleti in gabbia. Oppure se sia successo per cause esterne e non prevedibili da parte vostra.
Come sai io ero impegnato costantemente fuori e dentro all’ottagono e nel mentre ho seguito solo gli echi e i bisbiglii della vicenda che mi è stata poi spiegata in seguito.
Di base il problema è che come sai Venator è stata la prima promotion a introdurre i test ematici nelle competizioni. E ne vado piuttosto fiero. Il match di Botti per una serie di motivi che è inutile spiegare è stato l’ultimo ad essere ufficialmente “chiuso” in card e l’avversario, nonostante gli infiniti richiami, il fatto che fosse presente nel contratto come condizione imprescindibile e le infinite rassicurazioni che tutto sarebbe stato svolto senza sorprese, ha avuto la geniale idea di presentarsi al controllo medico senza gli esami.
Non solo, non si è presentato ai controlli nel primo pomeriggio come tutti perchè “in albergo non si trovava” ma ben più tardi in serata. Abbiamo tardato a comunicare l’annullamento del match (io stesso l’ho saputo quando l’ho comunicato) perchè tutto il team si è prodigato nel trovare medico e farmacia disponibili a effettuare gli esami fattibili compreso quello per l’HIV ma quello contro l’epatite non è stato ovviamente possibile effettuarlo.
Inoltre il manager dell’atleta ha continuato ad affermare fino all’ultimo che gli esami c’erano e sarebbero stati inviati via email. Cosa che non è accaduta e competere avrebbe significato secondo regolamento FIGMMA per Botti prendersi la responsabilità per i rischi annessi. Fine della storia e match saltato. Come riportato nel comunicato ufficiale:
“Ci teniamo a ringraziare per il prodigarsi del lavoro medico che ha prestato servizio al momento, il team arbitrale, la FIGMMA e l’intero staff che ha gestito nel pieno svolgersi dell’evento un’emergenza di tale portata. Ci scusiamo per l’accaduto e facendo tesoro dell’esperienza molto spiacevole in primis per noi, saremo d’ora in avanti ancora più intransigenti su comportamenti così superficiali verso uno sport così altamente a rischio.”
L’ultima volta mi parlavi della difficoltà di combinare match tra atleti top italiani,  io da allora ho tenuto gli occhi aperti e convengo che lo scenario è desolante. Hai avuto questi problemi anche in questa edizione ? Come se ne esce? Loro hanno giustamente il diritto di seguire le legittime ambizioni,  io da spettatore vorrei i migliori contro i migliori quando decido di andare ad un evento e di pagare un biglietto.
Beh come avrai notato nel limite del possibile abbiamo fatto in modo di accontentare il pubblico con match importanti tra italiani di livello e ci sforzeremo sempre in questa direzione. Il problema non é certo proporli i match come sai, bensì accettarli. E molti italiani sono campioni di triplo salto con l’asta quando si tratta di sgattaiolare via da match importanti, non è certo ormai uno scandalo dirlo a chiare lettere. Anzi, è la stampa in primis che dovrebbe “protestare” quando vede in giro match che non hanno senso tra italiano magari quotato e sconosciuto materassone che si capisce lontano un chilometro.

Dovreste avere il coraggio di dire le cose come stanno, anche se poi diventati antipatici al promoter di turno e non vi dà più gli accrediti. Serve gente con la schiena dritta se vogliamo cambiare le cose.

Ciò detto, molti italiani si nascondono dietro a presunte chiamate in UFC, a borse richieste davvero improponibili e fatte apposta per non permetterti di organizzare il match (quando poi scopri che alla Sagra della Patata, per il loro “manager” e contro materassi a chiamata combattono per 2-300€) ecc… 

Se non li vedi a Venator, sai già senza chiedermelo che i motivi sono questi. Fine.

Diciamo che c’è questo connubio malefico tra management e coach che riempiono di merda la testa degli atleti, facendogli sognare futuri stellari che poi non si realizzano. Ti ricordo che per un manager e un coach esiste un conflitto di interessi molto forte. Davanti è tutto “figlio di qua, gioia mia di là”, ma dietro è spesso usare questi ragazzi solo per vanagloria personale. 

In Italia più che in altre nazioni c’è questa tendenza a crearsi i percorsi “aggiustati” pieni di tanti materassi, schivando abilmente i momenti della verità fino a che qualche osservatore superficiale, vedendo una bandiera italiana accanto a uno score di 10-0 non decida di dare una opportunità, magari proprio in UFC.

La storia dimostra che appena a questi atleti togli i materassi e alzi il livello tecnico, volano i KO subiti, le umiliazioni e le sconfitte più o meno schiaccianti.
L’unico ad aver fatto un percorso corretto è sicuramente Marvin, che infatti ha perso solo contro Adesanya e Carlos Junior, due veri e propri mostri e top di categoria. E ha perso dando battaglia dura, non venendo surclassato in match unidirezionali. 

E casualmente Marvin viene da un percorso in Venator dove ha sempre accettato tutto e soprattutto ha rifiutato l’autarchia, cioè faccio il guappo della palestrina. La nostra Mara anche sta facendo bene ma appunto vive stabilmente in USA.

Per quanto vogliate odiarmi, continuerò a ripeterlo finchè i fatti mi daranno ragione. I fighter italiani pur avendo una base italiana come è normale che sia, devono completare la loro formazione tra i pro in altre nazioni, specialmente USA. Per quanto il tuo coach sia in buona fede, se tu ovviamente sei il più forte della tua piccola palestra italiana, non hai chance ad alti livelli contro gente che fa sparring e si allena per preparare i match con campioni di categoria UFC, Bellator e prospect, mentre tu ti alleni con gli amici tuoi al paesiello.

Secondariamente, devi accettare i match brutti e testarti PRIMA di arrivare in alto. Perchè se lo fai dopo, beh… emergeranno enormi problemi, come è sotto gli occhi di tutti.

MMA ROSA. Un po dappertutto si ritiene che le nostre atlete stiano crescendo di livello,  ma match femminili negli eventi top come il tuo non se ne vedono ancora.  Ci hai provato e non sei riuscito o non è ancora il momento?
Aridaje con ste MMA rosa (scherzo!). In realtà ti sei perso i match della card dilettanti dove le quote rosa erano orgogliosamente presenti. In più avevamo organizzato già match, come ad esempio quello di Jleana Valentino ma per sfortuna sono saltati. Ti giuro che ci stiamo lavorando, ci teniamo e faremo il possibile per avere sempre più ragazze in card. Ti ricordo però che le problematiche nell’organizzare, dato il basso numero di praticanti, sono identiche a quelle maschili ma moltiplicate per dieci.
Come prosegue il rapporto di collaborazione con BtF e Superbia, sei soddisfatto?
Il come procede lo vedi nei risultati di questo Venator. Le cose procedono alla grande e stiamo organizzando come vedi un grande “polo” delle MMA dove mostrare il lato sano di questa disciplina, del come si organizzano card e match e di come si trattano gli atleti. Il contributo di Claudio e Luigi (citando loro per citare tutti) è fondamentale e di alto livello.
Ora immagino che nei prossimi mesi vi vedremo presenti con i Venator inside,  quando credi potremo avere il prossimo evento numerato
Devo dire che ci sono delle cose in ballo molto importanti a livello di circuito nazionale. Venator 5 è stato un successo e di base potremmo organizzare anche domani mattina. Il punto come credo sai e ci siamo già detti è la capacità di organizzare match interessanti e probanti. Ma siamo già in marcia per darvi Venator 6. Ovviamente sarai tra i primi a saperlo appena avremo delle news.
Voi e le altre promotion principali italiane state lavorando esclusivamente al nord,  è proprio impossibile scendere?  Penso alla Puglia,  o alla capitale, ad esempio,  luoghi dove gli sdc sono molto attivi.   Quali sono le problematiche che vi impediscono di investire in quei luoghi?
Le problematiche vere sono che la gente del mondo delle MMA non è gente “normale”. Sono tutti pazzi, disorganizzatissimi, con vari disturbi della personalità e mediamente mitomani. Ma hanno anche dei difetti. 

A parte le battute, il circuito Venator-BtF-Superbia in realtà si sta muovendo proprio per andare in quella direzione e ci saranno novità a brevissimo. Considera che non è un problema “scendere”. Il problema vero è che siamo tutti dopolavoristi e abitiamo al nord. E per organizzare un evento, serve gente, contatti e tempo. Gente, contatti e tempo che abbiamo a disposizione solo se stiamo entro un dato raggio chilometrico.

Non è per cattiveria… ma è la gente del posto che dovrebbe muoversi. Non siamo UFC al quale puoi fare la domanda: “Quando andate a…”. Dovresti chiedere invece a romani e pugliesi perchè non organizzano qualcosa a casa loro semmai. Senza polemica eh?

Ciò detto, abbiamo intessuto relazioni strette in questi mesi con promoter nelle maggior città italiane del centro sud e siamo pronti per annunciare una serie di eventi che saranno organizzati in zone dove fino ad ora non siamo mai arrivati. Ma sempre con un protagonista locale a dirigere i lavori.

Sono passati 4 anni a gennaio dal primo Venator,  Potessi tornare indietro ti ributteresti nella mischia?
Mi ributterei sicuramente nella mischia, con in più l’esperienza accumulata che mi permetterebbe di discernere più velocemente su chi puntare e chi invece evitare come un brutto male. Come fighter, manager, coach ecc…

Ma per il bene di quelle persone che meritano, rifarei tutto senza pensarci due volte.

Il tuo background lavorativo lo conoscono tutti: come si riesce a vendere queste benedette MMA ad un pubblico generalista? Come si esce da questa bolla? Molti iniziano a perdere la speranza,  sei ottimista per il futuro?
Il pubblico generalista si affeziona a cose che non conosce se c’è almeno un eroe al quale fare riferimento. Chi conosceva le MMA in Irlanda prima di Conor McGregor?

Per questo, come ho detto prima, finchè non avremo qualcuno di veramente cazzuto in UFC che vada costantemente sulle testate principali e faccia parlare di sè sui media, le MMA rimarranno di nicchia. Il punto è che finchè la gente arriva in UFC come “curiosità etnica”, dopo percorsi periferici fatti di materassi e fainamente organizzati da manager senza scrupoli per farsi auto-promozione, con gente che si allena solo in Italia, è molto difficile che la situazione cambi. 

Le MMA italiane sono lo specchio dell’Italia. Un mondo marcio fino al midollo dove essere furbo e “arrivare” è più importante di come si arriva e dove si arriva.

Venator è qui per mostrare la strada ed aiutare il lato bello e sano dell’Italia che fa MMA: match probanti e inviti a migliorare le proprie skill con una infinità di contatti esteri, sia in Europa, che in USA che in Brasile.

Chi vuole salire sulla nave è il benvenuto. Chi vuole continuare con la pantomima “autarchia-materassi” beh… buona fortuna.

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