Il ritorno in auge della Savate

Dopo un periodo di oblio che l’aveva fatta quasi scomparire dalle card degli eventi italiani,  negli ultimi mesi registriamo il ritorno in grande stile della Savate. Ne siamo lieti perchè è una disciplina meravigliosa e di tradizione, che ha scritto pagine indelebili nella storia degli SDC italiani.  Abbiamo chiesto a Stefano Gennaccari,  riconosciuta autorità del settore, di farci un piccolo recap alla portata di tutti. Qualche cenno storico e le principali nozioni tecniche,  sperando che qualcuno, interessandosi, finisca per innamorarsi della Noblest Art così come lo siamo noi.

 

LA SAVATE (Tratto dal mio libro “Osate la Savate”)

La Savate è nata a fine 1700 in Francia dalla fusione di alcune tecniche di difesa personale in cui si usavano anche i colpi di piede e dalle tecniche di colpi di mano della boxe inglese. Nacque così la Boxe Francese più conosciuta come Savate.

La Savate si diffuse soprattutto nell’aristocrazia francese, raffinando le tecniche e donando eleganza al combattimento.

Si diffuse nell’aristocrazia francese, illustri personaggi la praticavano o ne scrivevano le gesta come Alexandre Dumas padre, Theophile Gautier (scrittore, poeta , giornalista e critico letterario francese), Georges Carpentier (Pugile e attore francese), Lord Henry Seymour, erede di una favolosa fortuna, aveva trasformato in sala d’armi un intero piano del suo hotel (ex Demidoff) per potersi dedicare alla Savate, anche il grande musicista Gioacchino Rossini, tra gli altri, era allievo di Leboucher, che fu uno dei Maestri più importanti del XIX secolo in Francia.

Celebri sono le vittorie del Maestro Charles Charlemont ai giochi di Londra della Regina Vittoria nel 1887 e quella a Parigi nel 1893 sul boxeur Jerry Driscol.

In Italia si diffuse soprattutto in Liguria e Lombardia e si legge in una pubblicazione del 1969, di Giuseppe Signori, storico dello sport Italiano: “I campioni di Milano, gli uomini forti”, edito dal comune di Milano:…..”il pugilato è una pianta cresciuta per tempo e subito bene a Milano, nel 1908 il Marchese Monticelli vi fondò la prima sezione di Boxe all’inglese per distinguerla dalla boxe francaise apparsa nelle palestre verso il 1824, sotto il nome de savate. Nel pugilato inglese si usano soltanto i pugni, nella savate anche i piedi”….

I due pionieri a cui dobbiamo la diffusione moderna della Savate e un nuovo periodo di sviluppo sono, negli anni ’60, i compianti Giorgio Messina di Genova e Italo Manusardi di Milano.

La prima competizione ufficiale del dopoguerra in Italia si tenne nel 1963, tra le scuole ligure e lombarde, nella ex Casa del Balilla a Genova.

Nel 1969 La Gazzetta dello Sport commentò il primo incontro internazionale Francia vs Italia:

Bella vittoria italiana a Parigi” – Parigi 7 marzo 1969. Si è svolta alla Sala Wagram un interessante incontro di savate-boxe francese tra le squadre di Francia e Italia, vinta da quest’ultima per 2 a 1.

Gli italiani capitanati da Italo Manusardi, sono stati congratulati per la loro bella affermazione dal rappresentante dell’Ambasciata d’Italia e dal tecnico nazionale della federazione judo, nella quale in Francia, è inquadrata la savate.

Ecco il dettaglio degli incontri:

piuma Guillaume (Fr) batte Luxardo (it);

leggeri Benvegnù (It) batte Bailly (Fr);

Medioleggeri Montemagno (It) batte Monestier (Fr)

Ad oggi la Savate si è unificata sotto la sigla di FIGHT 1 SAVATE ITALIA, di cui è presidente Carlo Di Blasi, l’attuale Federazione di sport da combattimento leader in Italia, che dalla sua nascita ha riproposto la Savate coinvolgendo i maestri e le palestre sparse per tutta Italia in un progetto che vedrà sicuramente la rinascita della disciplina da sport da combattimento più versatile che esista.

La Savate è uno sport da combattimento nato in occidente, nel quale si usano i colpi di pugno come nel pugilato e i colpi di piede, colpendo con la scarpa tipica della Savate.

E’ uno sport “di situazione”, nel quale è necessario cambiare ritmi, altezze e bersagli dei colpi, ecc., non adattarsi a quelli dell’avversario.

Per la molteplicità dei muscoli che sono coinvolti in ogni sua tecnica, la Savate sviluppa armoniosamente e con la giusta proporzione tutte le parti del corpo; inoltre tutte le articolazioni sono messe in gioco senza che ognuna di loro sia preponderante sull’altra.

La Savate possiede elevate qualità educative che emergono durante l’apprendimento del gesto; il savàteur infatti ha la possibilità di immaginare strategie di attacco e di difesa, spostamenti per evitare o colpire l’avversario secondo regole precise in un movimento continuo. Il savàteur deve perciò calcolare le giuste distanze, le traiettorie e la velocità dei colpi di braccia e di gamba.

E’ l’unico sport da combattimento in cui si colpisce con la scarpa ed è possibile colpire le gambe con i famosi e micidiali “Chassè” calci laterali, vietati negli altri sport da ring e consentiti solo dalla linea mediana in su.

I colpi portati con la scarpa sono delle coltellate al corpo.

Le competizioni si dividono in:

Assalto, in cui i colpi vengono portati senza contatto evidenziando la velocità di esecuzione, la scioltezza e la postura nel combattimento

2à Serie, in cui i colpi vengono portati a pieno contatto con le protezioni alla testa e caschetto 

1à Serie, in cui i colpi vengono portati sempre a pieno contatto ma senza caschetto e paratibia.

Esempio di mobilità nel combattimento è il famoso match degli anni ‘90 tra Francois Pennacchio (funambolo della Savate e Campione del Mondo) contro Ramon Dekker (Pluricampione di Muay Thai e Kick) al Palalido di Milano dove la superiorità tecnica del savateur vinse sulla potenza del thai boxer.

Pennacchio ammortizzò quasi tutti i middle kick di Dekker e si aggiudicò il prestige Fight di Kick Boxing, mandando al tappeto più volte Dekker con le spazzate classiche della Savate).

Elemento non trascurabile e positivo della Savate è che mira a far comprendere ai ragazzi la differenza fra sport e violenza (un binomio molto spesso presente nella cronaca degli eventi sportivi) e, unitamente all’accresciuta sicurezza in se stessi grazie all’abitudine al confronto fisico, consente di prevenire nei loro comportamenti pratiche di bullismo non solo passive ma anche attive.

Si sviluppa non solo la capacità di gestire l’aggressività ma anche la consapevolezza del sacrificio per raggiungere obiettivi possibili. Rappresenta quindi per i giovani non solo una bella occasione di attività fisica ma anche un momento di ricca crescita psicologica.

La Savate prevede anche un settore di difesa personale, Savate Defense, che utilizza sia le efficaci tecniche di percussione di gambe che altre tecniche desunte da altri sistemi di difesa personale tra i più diffusi,  tra i quali il Jeet Kune Do creato da Bruce Lee e/o il Krav Maga.

Stefano Gennaccari

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Source: Fightzone

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