Nazionali italiane di Muay Thai: ma di che parliamo?

Ogni appassionato di muay thai che abbia un account Facebook può rendersi conto che il mese di marzo vede la nazionale italiana impegnata nei campionati mondiali in Thailandia. Anzi no, sono due. No, aspetta, addirittura sono tre nazionali! E chissà cos’altro mi sono perso.

Devo essere onesto: mi sento un po’ in difficoltà a scrivere questo pezzo. Conosco tutte le persone coinvolte ed ho buoni rapporti con tutti. Questo però non vuol dire che posso permettermi di fare solo complimenti agli amici, altrimenti spegnerei tutto e smetterei di scrivere.
Amo la Muay Thai e provo a dare il mio contributo al movimento, anche scrivendo pezzi del genere.

Districarsi in questa giungla non è affatto facile, tutto è nascosto da sigle più o meno conosciute. Sfido ognuno di voi a dare dei significati certi a tutte queste sigle: CIO, GAISF, ARISF, AIOWF, ASOIF, ed ancora AMTAT, NOCT, MOTS. Eppure ognuna di queste sigle ha un significato ben preciso che ha la sua importanza.

Cerchiamo di districarci.

Il massimo organismo mondiale per lo sport è il Comitato Olimpico Internazionale,  detto CIO (potrete trovare anche IOC come acronimo). All’interno del CIO troviamo:
– ASOIF, ovvero le federazioni ufficiali dei giochi estivi; per intenderci sono gli sport che vediamo alle Olimpiadi, tipo Atletica Leggera, Judo o Nuoto;
– AIOWF, ovvero le federazioni ufficiali dei giochi invernali; gli sport delle Olimpiadi Invernali insomma;
– ARISF, federazioni di sport che ambiscono a diventare olimpici. Questi sport sono anche membri del IGWA (come se le sigle fossero poche), e si organizzano dei World Games, ovvero una sorta di Olimpiadi parallele. Nell’ARISF figurano kickboxing e muay thai.

Tutte queste sopracitate fanno parte del GAISF, organizzazione nota anche come SportAccord dal 2009 al 2017.

Ci avete capito qualcosa? Semplificando, parliamo di sport che fanno già parte delle Olimpiadi (ASOIF e AIOWF) e di sport che ne hanno fatto parte in passato o che ancora non ne fanno parte.

Ok, fatta questa prima grande distinzione, andiamo avanti.

Al momento in cui scrivo, in Thailandia, ci sono tre nazionali diverse. Una partecipa ai campionati WMF. Il suo rappresentante per l’Italia, ovvero Luca Magliocchetti, vanta un rapporto diretto con il Generale Akachai, boss in carica della federazione. 

La nazionale in questione rappresenta la WTKA Italia, ed è capitanata da Federico Conti.
Qui devo fare una precisazione: i più attenti su Facebook avranno letto il mio nome abbinato a questo progetto. Lavoro con WTKA da vari anni ed il progetto di sviluppo della Muay Thai mi ha sempre entusiasmato. Però questa rappresentativa viaggia con fondi propri, ovvero ogni atleta ha pagato tutto di tasca propria. Questa cosa va totalmente contro il mio ideale di sviluppo sportivo quindi, pur rispettando tutte le parti in causa, ho fatto un passo indietro e mi sono tirato fuori. Non posso chiedere ad un atleta di spendere una certa somma di tasca sua e pretendere che faccia quello che dico io.

Tornando alla manifestazione in questione, pare si svolgerà dal 12 al 20 Marzo a Bangkok. Luca Magliocchetti mi conferma che si tratta del campionato mondiale WMF ufficiale, ma aggiunge che c’è un evento fake. Si riferisce all’evento a cui partecipa la nazionale Fight1. Sul loro sito leggo che “Parte giovedì 7 marzo con destinazione Pattaya in Thailandia la Nazionale FIGHT1 di muay thai sponsorizzata da Boxeur Des Rues; il gruppo che parteciperà ai World Muay Championship 2019 organizzati dalla W.M.F sarà accompagnato dal C.T.N Fabio Siciliani iniseme con il C.T.N per gli atleti juniores Moise Riggi, e gli atleti sono stati selezionati in seguito ai risultati dei Campionati Nazionali FIGHT1 che si sono svolti lo scorso febbraio a Montecatini.” Nel loro comunicato si evidenziano due cose importanti:

  1. Sponsorizzata da Boxer des Rues
  2.  Atleti selezionati in seguito ai risultati dei Campionati Nazionali FIGHT1

Questi due punti danno valore al progetto in questione, anche se va approfondita la questione WMF. Questa è la locandina.

Anche qui risalta il logo WMF. Vediamo anche il logo TAFISA, che tanto per non farci cambiare nulla è l’ennesima organizzazione internazionale, ed il logo AMAZING THAILAND che in pratica è il ministero del turismo Thailandese.

Due campionati WMF contemporaneamente in due luoghi diversi?

Luca Magliocchetti, da me interpellato, mi ribadisce che si tratta di un campionato fake, che la WMF ha segnalato la cosa alle autorità e che ora si chiama semplicemente World Muay Thai Festival, e non più Championship; mi invia questa foto per avallare la sua tesi:

Abbiamo anche una terza rappresentativa nazionale, capitanata da Mauro Magliocchetti (fratello di Luca), che partecipa al campionato mondiale WMO.

Anche qui leggiamo, in verità, la scritta FESTIVAL. Insomma, un evento privato organizzato da qualcuno che invita qualcun altro. Il team viene chiamato Nazionale, con buona pace della Treccani. Come anche lui dichiara in questo articolo, non sono state svolte selezioni. Gli atleti sono tutti di Frosinone, quindi legati a lui, o di Roma, quindi legati a Maurizio Maracchioni che lo accompagna. Due persone, sia chiaro, serie e che stimo con cui ho avuto a che fare. Però ammetto che non condivido questa mossa “mondiale”.

Alzo il telefono e sento Carlo Di Blasi.
Mi dice che non sa chi sia Luca Magliocchetti, e che non dovrei dare adito a tutto quello che leggo su internet. Sono d’accordo con lui, in linea generale, ma qui parliamo comunque del responsabile WMF in Italia quindi direi che potrei anche fidarmi. Fight1, continua, ha scelto di partecipare al mondiale WMF a Pattaya per l’anzianità della competizione e per l’importanza delle squadre partecipanti. Gli atleti italiani che stanno partecipando hanno passato le selezioni di Montecatini, a cui hanno partecipato in 246, ed hanno tutto spesato. L’anno scorso la nazionale Fight1, nel mondiale IFMA, ha collezionato 1 oro con la Michieletto e 2 bronzi, con Vitale e Carrara. Insomma, Di Blasi ci tiene a ribadire l’importanza del lavoro che Fight1 svolge con la muay thai, rimarcato dai risultati sportivi e dai progetti futuri: Oktagon il 25 Maggio avrà nuovamente il progetto MADE IN THAILAND, con 5 match internazionali disputati da atleti federali, e con le selezioni Road to Bangkok che porterà i vincitori a disputare la King’s Cup a Luglio, anche qui con le spese pagate.

 

Sento anche Mauro Magliocchetti, che è alla manifestazione WMO come rappresentante in Italia. Quest’anno, mi dice, ha avuto la carica in tempi recenti. Prima di lui in Italia la carica era di Diego Calzolari, che per il progetto FIMT/FIKBMS e quindi IFMA ha dovuto dimettersi. Per questioni temporali mi confida che è riuscito a portare solo quattro atleti. Ha l’appoggio della WKAFL, realtà di cui non so dirvi molto purtroppo, tranne che fa capo ad Alessandro Piavani. I nostri portacolori hanno iniziato a combattere ieri. Due partecipanti hanno perso ai quarti, uno è in semifinale ed uno direttamente in finale.

 

Questa è, ad oggi, la situazione “mondiale” della Muay Thai italiana. Qualcuno sogna una federazione unica, qualcuno si lamenta, qualcuno si sacrifica per unire e qualcuno pensa solo al suo orticello. Dando un’occhiata alla situazione internazionale penso che la strada è davvero lunga per avere una situazione come il pugilato, e non voglio discutere ora se quella può essere o meno la situazione migliore!

Cara la mia Muay Thai, quant’era bello il tempo in cui guardavamo solo al campione del Lumpinee o a quello del Rajadammern.

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Source: Fightzone

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