Enfusion Roma: Un grande successo da ripetere.

Parto da un presupposto: il K1 e la Muay Thai non sono i miei sport preferiti; non che non li apprezzi e che non mi piaccia guardarli, semplicemente sono sempre stato attirato maggiormente dai combattimenti in gabbia.

L’evento romano di Enfusion, tenutosi il 23 marzo, avrebbe fatto però appassionare chiunque a queste discipline.

Ecco il punto cardine della serata. E’ stato un evento al quale non è sostanzialmente mancato nulla, matchmaking di livello ed equilibratissimo, organizzazione ottima, affluenza spaventosa per un evento in cui non figura un nome famoso a livello “popolare”.

Onestamente infatti, gli atleti che hanno combattuto, sicuramente all’apice del nostro movimento, sono nomi importanti solo per gli appassionati hardcore di questi sport.  In Italia infatti, parlando di SDC, parliamo sempre di un ambiente di nicchia, e se togliamo i primi due-tre volti noti, a livello di hype di norma generano meno di quanto poi meriterebbero.

Non è stato questo il caso. Non ho contato i posti, credo non ci sia stato il tutto esaurito ma ci si è andati sicuramente molto vicino, e i presenti saranno sicuramente invogliati a tornare a guardare eventi di questo tipo.

Perchè?

Perchè il matchmaking è stato ottimo, cosa non affatto scontata.

C’è stato un solo KO; se pensiamo a questo potremmo pensare ad un evento noiosetto, privo di colpi di scena, ma non è stato assolutamente questo il caso. Ci sono state battaglie molto tecniche, e su ben quattordici match forse soltanto uno o due hanno avuto momenti statici. Per il resto grandi battaglie, alcune finite all’extraround, segno di un livello pressocchè pari fra i due contendenti.

I match più emozionanti sono stati sicuramente quelli delle nostre due stelle Davide Armanini e Mattia Faraoni, entrambi vittoriosi dopo match soffertissimi con avversari che, se non al top mondiale, vanno a posizionarsi appena sotto.

Tanti prospetti hanno brillato, tante stelle si sono confermate.

Cosa non è andato? Se proprio dovessimo trovare degli aspetti negativi, potremmo, sforzandoci, individuarne tre:

1) Il maxischermo non ha funzionato al meglio, annerendosi spesso. Inoltre le Ring Girl erano posizionate proprio davanti ad esso, impedendo una visione corretta da alcuni angoli.

2) Alcuni verdetti sono stati forse un po’ contestabili, ma niente di esagerato, nessuna decisione assurda.

3) Purtroppo non siamo riusciti a portare a casa il titolo mondiale femminile nel main event

L’unica vera nota dolente è forse la terza. La nostra Silvia La Notte ha infatti perso contro la scozzese Amy Pirnie non riuscendo ad imporre il suo stile nel match valevole per il titolo mondiale Enfusion. E’ stata una battaglia durissima, e forse la milanese non era nella sua giornata migliore; purtroppo è andata così, con la scozzese che ha vinto meritatamente

Le sconfitte fanno però parte del gioco, e sono solo un punto da cui ripartire, cosa che sicuramente la nostra atleta sarà in grado di fare.

Sperando in un prossimo nuovo evento, penso che Enfusion Roma possa essere stato un enorme passo avanti per gli SDC, e penso che come me tanti altri fan non vedano l’ora di poter assistere ad un evento simile.

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Source: Fightzone

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