Storia di una bambina

Solitamente da queste web colonne vi racconto storie di fighter, realizzando interviste, raccontando match, sviluppando biografie di personaggi magari non conosciutissimi al pubblico della MMA italiane. Oggi nulla di tutto questo. Oggi è la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo e racconto la storia di una bambina. Una bambina che si chiama Maria e che con ogni probabilità non praticherà mai MMA. Maria però combatte, tutti i giorni, da quando è nata, anche se noi, mia moglie ed io, lo sappiamo solo da quando aveva poco meno di tre anni, proprio contro il suo autismo.

Ora Maria, è il suo vero nome perché non c’è nulla da nascondere, ha quasi nove anni. Migliora ogni giorno, perché la diagnosi precoce ci ha permesso di seguirla al meglio e aiutarla. Siamo però perfettamente consapevoli che non sarà mai come gli altri. Vivrà sempre in un suo mondo da cui riuscirà a comunicare col nostro con molta difficoltà, con l’aiuto di immagini e delle poche parole che è riuscita ad  imparare finora e di quelle che potrà aggiungere in futuro al suo vocabolario. Con grande lentezza e grande difficoltà, come è lenta e difficile tutta la sua storia.

Maria non l’abbiamo mai nascosta,

parliamo con chiunque dei suoi problemi, far conoscere aiuta a superare la paura del diverso, ad accettarlo, a conoscere il problema se disgraziatamente si presenta. Molti casi di autismo, soprattutto quelli lievi, non sono riconosciuti in tempo, e molti bambini non possono essere aiutati. Invece se si conosce si interviene.  e qualcosa si può fare. Pubblico una tabella, fornitami dallo staff medico che segue Maria. Nel dubbio si consulta il proprio pediatra.

La storia di Maria si interseca però anche con le MMA. Il motivo l’ho già raccontato lo scorso ottobre sul web magazine diretto da Antonio Padellaro Io Gioco Pulito. Lo rifaccio qui autocitandomi:

“In effetti la mia passione per le MMA è nata proprio nei giorni in cui abbiamo avuto la diagnosi definitiva di autismo per Maria. Ero arrabbiato, disperato. Perché avere una figlia a 45 anni quando ormai nemmeno più ci pensavo ed avere poi una sentenza simile dai medici? Volevo vedere gente che si faceva del male. Qualcosa di molto più violento della boxe che seguivo da sempre. Poi ho visto un vecchio match, del 1994. Il grande campione brasiliano Royce Gracie, vincitore sia del torneo di UFC1 che di quello di UFC2, affronta a UFC3 Kimo Leopoldo. Subisce per tutto il match, sembra più volte sul punto di soccombere, poi in un secondo ribaltata tutto e vince per sottomissione. Mi ha aiutato a capire che bisogna sempre combattere. E mi ha fatto venire voglia di comprendere cosa c’è veramente dietro quell’impatto a prima vista violento che danno le MMA a chi le avvicina dall’esterno. Cinque anni dopo eccomi qui, con ancora molto da imparare.”

Ecco, magari se Maria non era autistica vi sarebbe andata bene e non avreste dovuto sorbirvi le mie storie di fighter….

The post Storia di una bambina appeared first on Fighting Zone Italia.


Source: Fightzone

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *